La Ragazza con l'Orecchino di Perla

La Ragazza con l'Orecchino di Perla, Tracy Chevalier
Quando si dice un incipit perfetto. Iniziando dallo stile, introspettivo in prima persona, quella ci guiderà per tutto il romanzo. La ragazza non dice una parola, molte poche ne dirà nella storia, però pensa molto, riflette, rimugina elabora, ragiona. Sì perchè Griet, la protagonista, è tutto tranne che stupida, è creativa nel suo essere fascinosamente riservata. Lo si nota dalle splendide associazioni metaforiche che fa per descrivere le voci ("squillante come il rame lucidato") che rendono fin troppo bene l'idea.
Tracy Chevalier ci mette subito al corrente dell'ambiente, una casa povera di un quartiere povero, visto che quelle che udiva erano "Voci di un genere che raramente si udivano in casa nostra"
L'arrivo dei due signori (tra cui il pittore Vermeer) viene descritto da un personaggio che non vede la scena ma riesce a immaginare quello che accade. La personalità di Griet si sente anche dal fatto che è fiera di aver lucidato ben bene il gradino della porta d'ingresso. Griet non si denigra, è orgogliosa e ama fare le cose per bene. Inoltre Griet da bambina non piangeva mai e lasciava trasparire il suo disagio sono da accenni del viso. Queste sono forse la caratteristiche del personaggio che affascinano di più.
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