548DAB Magie di Omnia: Il Barone Rampante

mercoledì 2 maggio 2007

Il Barone Rampante

Fu il 15 di giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello, sedette per l'ultima volta in mezzo a noi. Ricordo come fosse oggi. Eravamo nella sala da pranzo della nostra villa d'Ombrosa, le finestre inquadravano i folti rami del grande elce del parco. Era mezzogiorno, e la nostra famiglia per vecchia tradizione sedeva a tavola a quell'ora, nonostante fosse già invalsa tra i nobili la moda, venuta dalla poco mattiniera Corte di Francia, d'andare a desinare a metà del pomeriggio. Tirava vento dal mare, ricordo, e si muovevano le foglie. Cosimo disse: - Ho detto che non voglio e non voglio! - e respinse il piatto di lumache. Mai s'era vista disubbidienza più grave.

Italo Calvino, Il barone rampante



In questo incipit è racchiusa l'essenza del romanzo: la storia, l'ambientazione storica, lo stile e la disobbedienza. Tecnicamente si può dire che la storia inizia parallelamente al romanzo, poichè la disobbedienza dà luogo al fattaccio.
Inoltre è narrato in prima persona al presente ma con l'impronta di un ricordo, sfumando quindi nel passato remoto.
In pieno stile calviniano la storia parte dal reale, una avvenimento normalissimo (il capriccio) per poi decollare verso il fantastico e l'assurdo.


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