548DAB Magie di Omnia: Questione di secondi - capitolo 1

mercoledì 17 febbraio 2010

Questione di secondi - capitolo 1

Scrivere, scrivere, scrivere ancora... questo potrei dire parafrasando Vecchioni. Se leggo nei vari blog di scrittori, tutti sono impegnati nella scrittura di seguiti delle loro trilogie, lanciano input, strizzatine d'occhio, indovinelli. Tutto per stuzzicare la curiosità dei fan, facendo i preziosi e allo stesso tempo generando speculazioni fantasiose tra i lettori. Mi sono sempre chiesto se questo fosse utile al fine del nuovo libro... e ora che anche io sto scrivendo il seguito, questa curiosità merita di essere soddisfatta.


Sì, sto lavorando al seguito, ma è tutt'altro che a buon punto, quindi non ho comunicazioni ufficiali da dare. Il fatto è che queste "Magie di Omnia" sono nate con una struttura precisa, ma molto malleabile, anche per volere dell'editore. In pratica la storia potrebbe svilupparsi su due, tre, quattro o più volumi... questo perchè Omnia è davvero un mondo sfaccettato e le implicazioni di certe azioni aprono una infinità di possibilità che deviano dal percorso principale della storia, per cui è compito mio e dell'editore capire quale strada è giusto seguire.
In secondo luogo io metto in primo piano comunque i personaggi, i loro conflitti, i loro desideri, le svolte che rendono ogni vita degna di essere raccontata.

Questo vi da' l'idea di quanto sia complicato stabilire una linea narrativa per un seguito. Ma ci stiamo lavorando e ovviamente non anticipo nulla.

La questione On Writing che volevo affrontare in questo post è proprio quella sui seguiti, sui sequel, per dirla all'americana.
Cosa ci si aspetta da un seguito?
Io ho sempre considerato una sacrosanta verità quella che ascoltai da Brian Singer nei contenuti speciali di X-Men 2, ovvero, che - ovviamente rapportato al cinema - nei seguiti tutto deve essere pompato. Quindi spazio a nuovi personaggi, storie più complesse (visto che non si ha bisogno di dare spazio alla presentazione dei personaggi esistenti e dei loro background avendolo fatto nel primo capitolo della saga), valanghe di effetti speciali.

Ragionandoci, è una cosa che si può rapportare anche alla scrittura, oltre a inserire nuovi personaggi, ci si può concedere di dare un maggiore spessore alle storie esistenti, con flash back, risvolti più o meno drammatici o colpi di scena direttamente dal passato. Gli effetti speciali si traducono in più scene d'azione, più complesse e meno spiegate, frammentando la narrazione il meno possibile considerando che molti riferimenti sono già conosciuti.

Riflessione interessante quest'ultima soprattutto se penso che la Rowling si è concessa il lusso di dire "lanciò un incantesimo di levitazione" invece di far pronunciare ai personaggi il calssico wingardium leviosa e descriverne gli effetti.
Per questo bisogna sempre ragionare due volte quando si scrive un seguito, se dare per scontate delle cose o ripeterle.
Con Gianni La Corte si discute spesso di questo, lui vorrebbe che il seguito non fosse troppo per chi conosce bene il primo libro, e lo capisco, ma d'altra parte penso a quelli che magari danno per assodato cos'è l'Arcano e considererebbero un attestato di stima nei loro confronti che io non lo ripetessi.

Questi sono solo alcuni aspetti dello scrivere un seguito. Nei prossimi post snocciolerò altre punti cardine.


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