548DAB Magie di Omnia: Speciale. Come tutti.

venerdì 22 gennaio 2010

Speciale. Come tutti.

Questo post puzza di già sentito. Sì, perché sto di nuovo per scusarmi della mia assenza. Ma non sapevo come giustificarmi stavolta, il fatto è che proprio non avevo voglia di scrivere qui, e questo sì che puzza di crisi.

Di cose da scrivere ne avrei, perché ne succedono di continuo. L'ultima, ieri sera, le lacrime di gioia di mia madre che al telefono mi diceva di non riuscire a mettere piede fuori di casa senza essere fermata per i complimenti e le congratulazioni per il mio libro. E per me questo è molto di più di quanto osassi sperare, da un senso a tutto. A Poggio Moiano il libro ha avuto un successo fuori dalle aspettative, a occhio e croce se ne sono vendute più copie che nel resto dell'Italia, per ora. Un fenomeno travolgente; il libraio del paese dice "mai venduti così tanti libri". Aggiungo, mai hanno letto così tanto fantasy (e vi assicuro che i primi capitoli omniani risultano indigesti a chi non bazzica i territori elastici della fantasia fuori dagli schemi).

Quindi, come potete immaginare, di cose ne succedono, presentazioni e laboratori, dei quali avrei anche materiale da postare, documenti, video, foto. Forse per la prima volta da quando ho aperto questo blog ho materiale tangibile per i post e non devo ripiegare su segnalazioni o recensioni.
Eppure lo trovo così inutile.

Chiedo immediatamente scusa. So che alcuni di voi, che hanno seguito le mie vicissitudini avrebbero piacere di vedere o leggere i resoconti di un romanzo la cui travagliata pubblicazione è finalmente giunta a compimento.

Il fatto è che nonostante le soddisfazioni innegabili, l'assaggio infinitesimale di fama, il riscatto, sono tutte cose che credevo di volere. Mi sono convinto di volerle durante le varie stesure e ricerche, ma ora che le ho, non sono a posto con me stesso. Perché? Perché la fama è un miraggio, da lontano sembra bellissima, un'oasi dalle mille meraviglie. Quando poi la raggiungi, ti accorgi che non è reale, che non puoi farci affidamento per capire chi sei. È benzina per l'ego, ma io e il mio ego non ci parliamo tanto perché lui mi fa sentire sempre inadeguato. In realtà è un consiglio che do a tutti: passateci meno tempo possibile con il vostro ego.

Ma sto divagando. Il concetto è sempre quello: perché scrivere? Perché io scrivo? Lo dissi in qualche post fa citando Jo di Piccole Donne: perché quello che scrivo verrà pubblicato e la gente lo leggerà, anche gente che non conosco. In altre parole scrivo per avvicinarmi alle persone, per essere capito attraverso un contatto più intimo di una carezza, e cioè l'emozione che susciti e che pizzica le corde dell'anima.

Il problema della fama è che distrugge tutto ciò. L'ammirazione allontana le persone, ti pone su un diverso livello rispetto a loro, a volte più alto, a volte più basso, ma pur sempre lontano. Io vorrei essere speciale come tutti. E so che lo siete.

Oggi, la presentazione più importante a livello di immagine, a Bologna, presso le librerie coop ambasciatori. La più intensa emotivamente era quella di Poggio Moiano. Ancora una volta starò lontano, rialzato, con gli occhi puntati addosso e le orecchie dei lettori spalancate. Lontano. E non a mio agio.

E la domanda allora è: perché non smetti se non sei a tuo agio? Perché devo. Ho il dovere morale di sostenere, anche con la mia discutibile faccia, il mio romanzo. Perché è la cosa giusta da fare, perché mi è costato tanta fatica a livello pratico ed emotivo.
E perché sono ottimista e spero sempre che ogni volta qualcuno mi ammiri di meno e mi capisca di più.

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1 Commenti:

Alle 22 gennaio 2010 05:41 , Blogger Parao ha detto...

Mi ci ritrovo in quanto scrivi. Ti capisco. Ma ti auguro di avere grande successo, anche se è un'arma a doppio taglio - immagino, moltiplicando per 100 quello che ho vissuto io, che non ho mai superato le 2500 copie vendute.

Insomma, io ti seguo con attenzione.

 

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