548DAB Magie di Omnia: Recensioni buone e recensioni cattive

lunedì 5 ottobre 2009

Recensioni buone e recensioni cattive

Subito dopo aver "recensito", o meglio, scritto bene del romanzo di Andrea D'Angelo sono stato assalito da un dubbio, tormentato quasi, come Maryl Streep nell'omonimo film. Come vengono recepite le buone recensioni da chi le legge? E' al corrente della meccanica, o meglio, della politica che vi è dietro? Quando una buona recensione non è bieca ipocrisia? Non saprei dirlo con precisione e non posso parlare per conto di altri che non siano me stesso, per cui spiego il mio punto di vista.

Come dice Anton Ego nell'immagine qui sopra, le recensioni negative sono uno spasso da scrivere a da leggere, ma non è altrettanto per l'autore di quello che viene sottoposto a giudizio.
Partiamo allora da questo.

Quando un autore, uno scrittore, o un artista, finisce che so, sul blog dei gamberi, e legge una recensione negativa, immagino non possa esserne felice.
Ma la realtà è che Gamberetta & Co. sono una mosca bianca, perchè trovare recensioni negative davvero studiate è molto difficile, impossibile poi trovare qualcuno che "ci metta la faccia". I sopracitati gamberi scrivono sotto pseudonimo e Chiara (Gamberetta) è ben lungi da scrivere il suo nome e mettere la sua foto. Perchè? Chissà, forse perchè il mondo che tanto odia (l'editoria italiana) è anche lo stesso in cui vuole entrare e probabilmente dopo averlo insultato e denigrato non ha interesse ha rischiare in prima persona preziose pubblicazioni o vendite di copie.

E qui sta il punto. Perchè non si scrive una cattiva recensione? Perchè, ad esempio, Licia Troisi, non scrive una recensione della serie "fa schifo" nel suo blog? In primis, da come la conosco io, Licia Troisi non si esprimerebbe mai in questi termini, perchè nonostante sia "la signora del male" a detta di qualcuno, è una brava persona, realizzata, che non ha motivo, per fortuna sua ovvio, di provare odio o invidia per qualche altro autore.
Ma, e qui viene fuori il mio famoso buonismo, io credo che Licia Troisi la pensi come me in fatto di rispetto. Ecco, si parla di rispetto del lavoro degli altri. Scrivere un libro, che sia buono o cattivo, non è cosa facile, anzi è molto difficile, è sudore della fronte e dei neuroni, è scervellarsi è ossessionarsi, è studiare e non avere certezze.

Chi scrive lo sa, ci siamo passati tutti, leggendo questo blog, la "Via Libris", potete constatare cosa io personalmente ho passato in questi quattro anni. E se un altro autore ha fatto lo stesso iter, o solo un decimo, o 10 volte tanto, io lo rispetto e per questo non demolisco il suo lavoro. Tutto qua.

Se un libro non mi piace lo abbandono, non lo finisco con l'intento di aprire il prima possibile la pagina del mio blog e scrivere una recensione per distruggerlo, per sfogare la mia esasperazione sull'autore e rovinargli la piazza. Non sono sentimenti che mi appartengono.
A suo tempo, ho fatto una cosa simile per il romanzo di Gamberetta, ma non ci sono stato affatto bene, mi è dispiaciuto, però era giusto che la Signorina provasse l'ebbrezza di una stroncatura, lei che ne dispensa con così tanta generosità.
E non si tratta di vendetta, tutt'al più di punizione. Si tratta di dire "cavolo, questa da lezioni a destra e a manca, deve essere un Dio della scrittura" e invece non è così. E l'ho voluto dire.

Di contro, mi piace complimentarmi con chi ha fatto un buon lavoro. Con onestà, ammirazione e umiltà, perchè non si smette mai di imparare. Trovo sia un buon modo di passare il tempo, essere gentili col prossimo intendo, purchè si dica quello che si pensa.
Io sono un entusiasta per cui mi esalto e scrivo/dico quello che mi passa per la testa in quel momento nel modo in cui lo sto vivendo.

Gli autori però non recensiscono negativamente un collega per un semplice motivo: non farsi nemici nel giro. Sì, perchè io dico sempre "se parli male di qualcuno nel momento sbagliato, poi lui fa lo stesso di te, ma nel momento giusto".
E' alquanto inutile inimicarsi i colleghi e generare energie negative.
Ma vi stupireste di sapere a quanti colleghi o sentito dire "fa schifo" di romanzi dei quali invece parlano bene nei loro blog. Ma attenzione a chiamarla "ipocrisia" o "falsità", è puro e semplice istinto di sopravvivenza.

Un'ultima postilla: il mio romanzo uscirà a breve e comincerò anche io a ricevere giudizi negativi. Che posso dire? Sono pronto e aspetto. Spero che piaccia, ovvio, ma sono pronto alle recensioni negative. Vi chiedo solo una cosa: il "fa schifo" va bene per le conversazioni da bar o da divanetto, se vi prendete la briga di scrivere, argomentate vi prego, perchè io sono vecchio, ma sono solo all'inizio e vorrei davvero imparare dai miei errori, non come Lycaon.

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13 Commenti:

Alle 6 ottobre 2009 16:15 , Anonymous GiD ha detto...

Secondo me a questo proposito c'è un problema di fondo che non hai considerato, anche se implicitamente lo hai toccato per tutto il post.

Il punto è: Quando si scrive una recensione, perché ( e per chi) la si scrive?

Di solito una recensione si scrive più per il lettore (inteso come pubblico che legge) che per lo scrittore. La recensione funge non solo da giudizio, ma anche da segnalazione per chi vuole saperne di più su un libro che non ha ancora letto. Per esempio, proprio perché destinata anche a chi non ha ancora letto un dato libro, una recensione evita gli spoiler o li segnala come tali per permettere di evitarne la lettura.
In generale, si dice spesso che una recensione debba rispondere alla domanda "Com'è questo libro?".
Citando Gamberetta, che tu porti come esempio, questa domanda potrebbe essere tradotta in "Vale la pena spendere TOT euro per questo libro?" (sarà più brusca, ma di certo è più pratica).
Se si assume questo punto di vista, le recensioni negative non solo sono utili, ma possono anche essere considerate più importanti di quelle positive, soprattutto se riguardano best-sellers: Evitare una fregatura non dispiace a nessuno, e nel caso dei best-sellers la cosa capita spesso!

Tu nel post parli di "rovinare la piazza", e di "complimentarsi". In entrambi i casi ti riferisci sempre e solo allo scrittore. In questa prospettiva scrivere recensioni negative è certamente più dannoso che altro, considerato anche che di autori che accettano di buon grado le critiche ce ne sono pochi.

In definitiva tutto dipende dal concetto che si ha di recensione:
1) Se si intende la recensione come un servizio al pubblico lettore, teso a consigliare e sconsigliare cosa leggere, allora le critiche negative sono utili, oserei dire fondamentali. Consigliare non basta, perché dire "XXX è bello, compratelo" non equivale a dire "YYY no, non compratelo".
2) Se invece la recensione è intesa solo come strumento per fare relazioni pubbliche fra scrittori e case editrici, allora niente da dire. Il tuo post non fa una grinza.

Il discorso del rispetto, poi, merita tutto un discorso a parte. Dire che il lavoro altrui merita rispetto è banale, e non c'è da discuterci sopra. Cosa diversa è concepire la critica a un lavoro come mancanza di rispetto.
"Non dico che il romanzo di tizio è brutto perché ci ha lavorato tanto!" è un ragionamento che non funziona. Non è educazione. Non è rispetto. E' solo desiderio di non entrare in conflitto con tizio (legittimo, per carità!).
La mole di lavoro e di impegno che c'è dietro un romanzo non deve influenzarne il giudizio. Sarà brutto dirlo, ma a me lettore non me ne frega niente (e forse anche meno). Impiegare sette anni per scrivere un romanzo non lo rende automaticamente meno criticabile di un altro romanzo scritto in un mese. E' il risultato che conta, sia per l'editore che per il lettore.
Il tanto decantato rispetto deve meritarselo il romanzo, non lo si può acquisire semplicemente per aver scritto.


p.s.
Scivere bene di qualcosa e poi parlarne male rientra perfettamente nella definizione di falsità, e in buona misura anche in quella di ipocrisia. Il fatto che sia un comportamento "obbligato" non cambia quello che è. Se rubo una mela perché muoio di fame, ho comunque rubato.
Capisco comunque cosa intendevi dire. Diciamo che è falsità, ma che è inevitabile se si vuole lavorare...

 
Alle 7 ottobre 2009 07:27 , Blogger cicobyo ha detto...

Allora, sarà che sono rintronato dall'editing definitivo e non mi spiego bene. Non ho mai detto che un lavoro sodo non è criticabile, il mio ragionamento sta a monte, se leggo un romanzo brutto non sento l'impellente bisogno di criticarlo, stop. Una critica non è obbligatoria, quindi in genere preferisco non lasciarmi condizionare da sentimenti negativi per demolire qualcosa che lo meriterebbe (non sono un critico del resto, non lo faccio di mestiere).

Quanto al discorso sulla critica fatta a lettore o scrittore non credo le cose si possano scindere, ormai Internet ha reso tutto accessibile per tutti per cui qualsisi scrittore può leggere le recensioni di pincopallo. Per quello che riguarda il lettore, non dovrebbe affidarsi al Mio giudizio perchè io non sono un critico accreditato, o comunque con le credenziali a posto. Scrivo quello che mi passa e se qualcuno mi chiede un consiglio io posso darlo ma in ogni caso prima di acquistare un libro dovrebbe consultare siti più affidabili. E ti dico di più... Gamberetta non è affatto un critico il cui parere dovrebbe compromettere l'acquisto di un libro! Ci mancherebbe! Io non mi ritengo intellettualmente inferiore a lei anche se acquisto regolarmente i libri della Troisi. Ognuno, lei compresa, cerca in un libro quello che desidera. E ti dirò di più: il suo consiglio io lo considero meno dal momento che si diverte a scrivee cattiverie, questo la rende una ragazza che ai miei modestissimi occhi non è moralmente affidabile. Detto questo la sua competenza non e in discussione e prendo un suo consiglio come tale e valuto altro. Io penso che ognuno dovrebbe ragionare con la propria testa e con il proprio cuore. Io non ho letto Twilight perché la storia non mi ha catturato e lo stile neanche e in questo caso il parere di Gamberetta è stato decisivo. A questo proposito vorrei dire una cosa sulla cosiddetta generazione "bombominkia". Lasciamoli crescere in pace. Lasciamo che si sciolgano nelle parole smielate della Meyer, che esprimano se stessi anche omologandosi in uno stile comune. Ogni generazione dice della precedente "sti giovani di oggi!", ma da che mondo è mondo persone che migliorano questo mondo ne nascono sempre. E magari qualcuna di loro negli anni '80 ascoltava Madonna. Essere di nicchia non vuol sempre dire "essere migliori degli altri".

 
Alle 7 ottobre 2009 15:19 , Anonymous GiD ha detto...

Sul fatto che criticare non sia un obbligo siamo d'accordo. Ma una cosa è dire che non lo fai perchè non rientra nel tuo carattere, un'altra è dire che non lo fai perché è sbagliato.
Capisci cosa intendo?
Nel tuo post associ la critica negativa all'esasperazione, all'invidia e all'astio. Come per dire che chi critica lo fa solo perché invidioso e/o frustrato, e in più non rispetta il lavoro di chi sta dietro al romanzo criticato.
Quello che si legge nel tuo post è che fare critiche negative è sempre sbagliato, e per quello che ti ho già scritto non credo sia così. Il recensore che mi dice con sincerità "Questo libro è brutto per questo e quello" mi fa un favore, perché al di là dell'opinione del recensore al riguardo, so che in quel libro troverò "questo e quello". Comprarlo o meno sarà poi una scelta mia.

Per essere chiari, non sono certo di quale sia la tua opinione al riguardo, ma quello che si legge nel post è: fare recensioni negative è brutto, è una mancanza di rispetto nei confronti dell'autore e chi le fa è solo un invidioso frustrato .

Sulla questione Gamberetta ci sarebbe da parlare a lungo, ma meglio evitare. In sintesi ti dico che quello che maggiormente apprezzo del suo lavoro è che sul suo sito gli articoli contrassegnati dalla parola "recensioni" non si limitano a riportare la quarta di copertina con due righe di giudizio personale incollato alla fine.
Gamberetta sarà come vuoi, ma quando critica un romanzo spende il suo tempo per spiegare in cosa tal romanzo non va bene, e soprattutto perché.
Poi, dar valore a quel che dice dipende dal giudizio di ognuno, ma è innegabile che nelle sue recensioni Gamberetta fornisca molti dati utili a farsi un'idea del romanzo. Questo è già più di quanto si possa dire di molti "siti più affidabili".

Per concludere, i brutti libri esistono, ce ne sono in giro molti, parte dei quali pubblicati da grandi case editrici.
Di recensioni negative ce ne sono poche, invece. Ancora meno se si parla di libri di grandi case editrici.
Perché? Perché è sbagliato criticare? Perché è maleducato nei confronti dell'autore? Perché è una mancanza di rispetto al lavoro altrui? Perché al lettore non interessa sapere quali sono i brutti libri? Perché solo gli invidiosi criticano?
No.
Semplicemente perché dire "bel libro" è più facile e più conveniente per tutti. Lettore a parte (che spende 20euro per un libro che ne vale 2).
Invidia, rispetto, educazione e quant'altro c'entrano poco. E' solo una questione di convenienza.

 
Alle 8 ottobre 2009 04:01 , Blogger cicobyo ha detto...

Mai detto che fare critiche negative è sbagliato. Essere manichei non è un buon modo di ragionare sulle cose, come il voler vedere a tutti i costi del marcio in tutto. Io ho semplicemente detto che bisogna fare le critiche negative a un libro se uno vuole farle ma con cognizione di causa e soprattutto onestà intellettuale, quindi ho detto il contrario di quello che dici, non bisogna essere mossi dall'astio verso autore, genere o editore. È così che, a mio modesto parere, una critica è affidabile e per critica intendo non "fa schifo", ma una critica ben articolata come quelle dei gamberi, ad esempio.
Critiare è un mestiere e va fatto con le dovute conoscenze. Io stesso, laureato Dams Cinema, pur avendo le conoscenze non mi ritengo un critico cinematografico, non ne sono proprio in grado perché così come lettore anche da spettatore non guardo/leggo con il
Blocknotes e penna, ma con le emozioni che mi trasmette quel film o libro e soprattutto influenzano le mie scelte o giudizi preferenze e gusti personali oltre che magari emotività o stato d'animo.
Per concludere sì alle critiche negative (ma costruttive) ben vengano, ma con imparzialità e onestà intellettuale. Questo penso io per quel che mi riguarda. Poi oh, uno crede poi a quello che vuole, Robbie Williams crede agli alieni!

 
Alle 10 ottobre 2009 10:20 , Anonymous GiD ha detto...

Sono contento che tu sia d'accordo con me sul fatto che fare critiche negative non sia sbagliato, ma torno a ripeterti che dal post che hai pubblicato non si direbbe.

Quando scrivi:

Se un libro non mi piace lo abbandono, non lo finisco con l'intento di aprire il prima possibile la pagina del mio blog e scrivere una recensione per distruggerlo, per sfogare la mia esasperazione sull'autore e rovinargli la piazza. Non sono sentimenti che mi appartengono.


O quando dici:

E se un altro autore ha fatto lo stesso iter, o solo un decimo, o 10 volte tanto, io lo rispetto e per questo non demolisco il suo lavoro. Tutto qua.

Sembra, ti ripeto, che per te criticare apertamente un romanzo voglia dire essere un frustrato che non rispetta il lavoro altrui.

Se non è così bene, però, te lo dico sinceramente, quello che mi hai risposto nei tuoi commenti non è quello che si legge nel tuo post. Il "ben vengano le recensioni negative" non si legge da nessuna parte nel post. Non c'è mezza parola a favore di questo tipo di recensioni (che siano scritte in maniera costruttiva o meno).

Cmq grazie per le risposte e per aver chiarito come la pensi.

p.s.
Robbie Williams crede agli alieni?!

 
Alle 11 ottobre 2009 14:17 , Blogger cicobyo ha detto...

Sì ci crede eccome, ha finanziato una ricerca con milioni di dollari e convinto i Beckham a fissare il cielo una notte con i bambini per vederli scendere sulla Terra (cosa che ovviamente non è successa!)... è solo gossip, ma mi sembrava azzeccata come conclusione sconclusionata :-)

 
Alle 7 novembre 2009 19:50 , Anonymous Anonimo ha detto...

La ringrazio per Blog intiresny

 
Alle 7 novembre 2009 20:02 , Anonymous Anonimo ha detto...

good start

 
Alle 12 novembre 2009 03:37 , Anonymous George ha detto...

Interesting post... I can see that you put a lot of hard work on your blog. I'm sure I'd visit here more often.
George,
magie.

 
Alle 26 novembre 2009 07:57 , Anonymous Anonimo ha detto...

Perche non:)

 
Alle 26 novembre 2009 07:59 , Anonymous Anonimo ha detto...

La ringrazio per Blog intiresny

 
Alle 27 novembre 2009 19:37 , Anonymous Anonimo ha detto...

good start

 
Alle 27 novembre 2009 19:41 , Anonymous Anonimo ha detto...

leggere l'intero blog, pretty good

 

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