548DAB Magie di Omnia: Scrittura e disegno

lunedì 20 luglio 2009

Scrittura e disegno

Rieccoci ai blog magici. Oggi vi segnalo un blog davvero incantevole, o incantato, scoperto per caso, perchè l'autore ha commentato qui, vincendo, tra l'altro, dieci punti per aver indovinato la citazione dal libro di HP.
Il Blog in questione è Gocce d'Inchiostro.

Questo ragazzo, GiD ama il fantasy e le creature fantastiche, che rappresenta in maniere molto entusiasmante. Frequenta il Liceo Artistico e mi sento molto in sintonia con lui, perchè anche io ho frequentato una scuola d'arte, l'Istituto d'Arte per la precisione, sezione Grafica Pubblicitaria, che è anche il mestiere che pratico da... 10, 11... molti moltissimi anni.

Direi che il ragazzo in questione è anche parecchio bravo e talentuoso, direi che è anche più bravo di me ai tempi della scuola, con un pizzico di invidia ma innegabile umiltà.

Ammetto di non aver ancora letto niente di ciò che ha pubblicato, ma provvederò presto.
Nel frattempo, deliziate vista e fantasia.

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3 Commenti:

Alle 24 luglio 2009 05:12 , Blogger GiD ha detto...

Grazie mille per la segnalazione... solo un piccolo chiarimento: frequento una scuola di fumetto, non un liceo artistico.
(e meno male, perché nel disegno realistico sono una frana!)

Spero di poterti chiamare "collega" un giorno, sia per lo scrivere che per il "graficare".

p.s.
Quando vuoi leggere qualcosa di mio, leggi "L'ultima volta". E' il racconto breve di cui sono più soddisfatto.

 
Alle 24 luglio 2009 07:17 , Blogger cicobyo ha detto...

Ciao GiD ho letto il tuo racconto. Vado a ruota e ti dico quello che ho sentito e quello che non ho sentito. Allora di sicuro si avverte una struttura e un'idea forte, con il senso di sorpresa sul finale davvero ben riuscito. Lo stile è accativante, pulito e giovane. Ci sono delle incongruenze (sente freddo ma non sente il vento gelido? È possibile?). L'incipit è riuscito, incuriosisce, ma non molto innovativo. L'ho già sentita la riflessione amara sui segni del volto post sbornia di fronte allo specchio.
Hai giocato bene sul doppiosenso (bravo) ma secondo me puoi fare di meglio, descrivere l'astinenza e la dipendenza più nel dettaglio, mostrando sintomi e spasmi piuttosto che dirli. Anche il protagonista, così impersonale, non sarà il caso di descriverlo, magari in modo ambiguo, giocando con i cliché del genere senza svelarsi, magari.
Ultima nota: voto NO ai puntini di sospensione ;)
comunque il racconto è buono, non è facile produrre qualcosa di fatto bene e finito in così poche battute.
Ah... Ovviamente questa è solo una mia inutile opinione... Non ho la pretesa di dare giudizi utili a qualcosa :)))

 
Alle 27 luglio 2009 10:05 , Anonymous GiD ha detto...

Grazie per aver letto. Sono contento che nel complesso ti sia piaciuto.
Per quanto riguarda i tuoi appunti...

(sente freddo ma non sente il vento gelido? È possibile?)

ehm... bho! L'idea che avevo in mente era che il personaggio fosse consapevole del freddo ma che non lo soffrisse. Quindi in realtà non sente freddo, ma sa che fa freddo. Non è il massimo della credibilità, lo ammetto...

Sulle descrizioni (sia dell'astinenza, sia del protagonista) pesano i limiti dati dalla scelta del narratore. Tutto è narrato in prima persona, al presente, seguendo tanto le azioni quanto i pensieri sparsi del protagonista.
Il pro è il coinvolgimento del lettore: non essendoci nel racconto una vera e propria trama, questo approccio aiuta a renderlo comunque interessante. il contro è che il tutto risulta più raccontato che mostrato, e come dici tu ne viene fuori un protagonista anonimo e la vaghezza delle descrizioni.
In effetti sotto questo aspetto c'è da lavorarci.

Sui puntini di sospensione... che dire... sono la mia croce... è più forte di me... e dire che mi contengo... :D :D :D

p.s.
L'incipit, devo ammetterlo, è stato una botta di vanità. Adoro infilare nei racconti particolari, richiami o doppi sensi difficili (meglio se impossibili) da notare.
La frase "Ormai non provo neanche più a guardarmi allo specchio" viene immediatamente tradotta dal lettore nella classica immagine del tossico/ubriaco/sbandato che fissa il proprio riflesso con sguardo vuoto, in un bagno squallido. In realtà nel mio racconto questa frase ha un doppio significato, considerato che il protagonista non può materialmente guardarsi allo specchio. Diciamo che era un indizio (molto) nascosto su quella che è la sorpresa finale.
Inutile, lo so. Ma dovrò pur divertirmi scrivendo! :D

p.p.s.
Sentiti libero di darmi la tua inutile opinione quando vuoi. Tanto più che puoi criticare anche i miei lavori di grafica! ;)

 

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